Hosting e infrastrutture · 3 Novembre 2026

Proxmox, VMware, Xen e XCP-ng: le differenze che contano per un'azienda

Quattro nomi, due famiglie, modelli di licenza molto diversi. Una guida per capire cosa distingue Proxmox, VMware, Xen e XCP-ng prima di scegliere o di migrare.

Di Marco Barbera · 4 min di lettura

Quattro colonne di server stilizzate in luce blu su fondo nero, una più luminosa delle altre

In breve

Proxmox VE, VMware vSphere, Xen e XCP-ng sono hypervisor: il software che fa girare più macchine virtuali sullo stesso server. Proxmox si basa su KVM ed è open source; VMware è commerciale e, dopo l'acquisizione da parte di Broadcom, si vende solo in abbonamento a core. Xen è il motore open source su cui si basano sia XenServer, commerciale, sia XCP-ng, open source. La scelta dipende da costi nel tempo, competenze e strumenti di backup.

Gestisco ogni giorno infrastrutture su tutte queste piattaforme. Negli ultimi due anni la domanda che ricevo è cambiata: prima era "quale scegliamo?", oggi è sempre più spesso "possiamo uscire da VMware?"

Per rispondere bene serve un po' di ordine, perché i nomi si confondono. Xen, XenServer e XCP-ng, per esempio, non sono la stessa cosa.

Due famiglie, quattro nomi

Un hypervisor è il software che divide un server fisico in più macchine virtuali, ciascuna con il proprio sistema operativo. Quelli di cui parliamo sono di tipo 1: si installano direttamente sul server, senza un sistema operativo sotto.

  • VMware vSphere, con l'hypervisor ESXi, è la piattaforma commerciale più diffusa nelle aziende.
  • Proxmox VE è una piattaforma open source basata su Debian, che usa KVM per le macchine virtuali e LXC per i container di sistema.
  • Xen è un hypervisor open source, oggi progetto della Linux Foundation. È il motore, non il prodotto finito.
  • XCP-ng è una piattaforma completa costruita su Xen, nata dal codice di XenServer e sviluppata da Vates. Si gestisce con Xen Orchestra.

Accanto a XCP-ng esiste XenServer, la versione commerciale di Cloud Software Group, già nota come Citrix Hypervisor. Stesso motore, modello di licenza diverso.

Il confronto

VMware vSphere

Proxmox VE

XCP-ng

Motore

ESXi

KVM e LXC

Xen

Licenza

Commerciale, solo abbonamento

Open source (AGPLv3)

Open source

Costo

A core, minimo 16 core per processore

Gratuito; abbonamento facoltativo per aggiornamenti enterprise e supporto

Gratuito; supporto a pagamento da Vates

Gestione

vCenter

Interfaccia web integrata

Xen Orchestra

Backup

Prodotti di terze parti

Proxmox Backup Server, incrementale

Integrato in Xen Orchestra

Punto di forza

Ecosistema e strumenti maturi

Versatilità, costi, comunità ampia

Stabilità e isolamento di Xen

Attenzione a

Costi in crescita, condizioni che cambiano

Competenze Linux necessarie

Comunità più piccola

Ho lasciato fuori Xen "puro" dal confronto: in azienda non si usa da solo, ma attraverso XCP-ng o XenServer.

Cosa è cambiato con Broadcom

Dopo l'acquisizione di VMware da parte di Broadcom, a fine 2023, le licenze perpetue non si vendono più. Si acquista solo in abbonamento, a core, con un minimo di 16 core per processore fisico, e i prodotti sono stati raccolti in pacchetti come vSphere Foundation e Cloud Foundation.

Per molte PMI questo ha significato costi moltiplicati a parità di infrastruttura, spesso pagando funzioni che non usano. Le licenze perpetue già acquistate continuano a funzionare, ma senza contratto di supporto non arrivano più gli aggiornamenti di sicurezza.

VMware resta un ottimo prodotto. Il punto non è la qualità tecnica: è che il calcolo economico va rifatto, e in molti casi oggi porta a una conclusione diversa da cinque anni fa.

Come scegliere

Non esiste una piattaforma migliore in assoluto. Esiste quella giusta per l'azienda, valutata su quattro criteri:

  1. Costo su cinque anni, non sul primo: licenze, supporto, backup, formazione delle persone.
  2. Competenze disponibili, interne o del partner tecnico. Una piattaforma open source fa risparmiare licenze solo se qualcuno la sa gestire bene.
  3. Backup e ripristino, provati davvero. Il giorno in cui servono vale solo ciò che funziona.
  4. Software da far girare. Alcuni gestionali certificano solo determinate piattaforme: va verificato prima.

Nella mia esperienza, per la maggior parte delle PMI Proxmox è oggi il miglior equilibrio tra costi, funzioni e diffusione. XCP-ng è un'ottima alternativa per chi viene dal mondo Xen. VMware ha ancora senso dove servono integrazioni specifiche o dove l'investimento in competenze è già importante.

La migrazione: graduale, mai improvvisata

Sia Proxmox sia XCP-ng offrono strumenti per importare macchine virtuali da VMware. Lo strumento, però, è la parte semplice. Il lavoro vero è l'inventario delle macchine, la verifica delle compatibilità, le prove di ripristino e un piano per tornare indietro.

Si parte dai servizi meno critici, si misura, si corregge. Solo dopo si spostano i sistemi da cui dipende il lavoro quotidiano. Una migrazione ben fatta non si nota, ed è il miglior risultato possibile.

Domande frequenti

Proxmox è adatto alla produzione o solo ai laboratori?

È usato in produzione da molte aziende, anche in cluster di più server. La condizione è gestirlo con competenza: aggiornamenti, monitoraggio e backup verificati.

Che differenza c'è tra XCP-ng e XenServer?

Entrambi usano l'hypervisor Xen. XenServer è il prodotto commerciale di Cloud Software Group; XCP-ng è open source, sviluppato da Vates, con supporto a pagamento facoltativo.

Le licenze VMware perpetue già acquistate funzionano ancora?

Sì, continuano a funzionare. Senza un contratto di supporto attivo, però, non si ricevono più aggiornamenti, comprese le correzioni di sicurezza.

Quanto dura una migrazione da VMware a Proxmox?

Dipende dal numero e dalla complessità delle macchine. Per una PMI si parla di solito di alcune settimane, pianificate a fasi per non interrompere il lavoro.

Se sta valutando la piattaforma giusta o una migrazione, trova come lavoro nella pagina Hosting e infrastrutture. Per parlarne, mi scriva dalla pagina Contatti.

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Marco Barbera, digital strategist. Si occupa di strategia digitale, web marketing e intelligenza artificiale applicata al business. Chi sono