Le demo promettono spot pubblicitari in un clic. La realtà è diversa, ma molto interessante. Ecco cosa uso davvero, ogni settimana, e cosa ancora no.
Di Marco Barbera · 4 min di lettura
In breve
Con l'intelligenza artificiale un'azienda può già oggi produrre immagini di prodotto, ambientazioni, video brevi, voci e avatar a costi e tempi molto ridotti. Funziona bene per contenuti digitali e varianti; è ancora fragile su coerenza tra scene, dettagli tecnici e volti reali. Servono controllo umano e attenzione a diritti e consensi.
Ogni settimana vedo circolare una nuova demo: uno spot girato "interamente con l'AI", un catalogo creato "in dieci minuti". Sono video spettacolari. E sono quasi sempre il risultato migliore su cento tentativi, scelto e montato da qualcuno che sapeva molto bene cosa stava facendo.
Uso questi strumenti tutti i giorni, per progetti veri. Quindi provo a raccontare cosa funziona e cosa no, senza l'entusiasmo delle demo e senza lo scetticismo di chi non li ha mai provati.
Il primo errore è pensare a "uno strumento AI". Nella pratica si lavora con una catena: ogni anello fa bene una cosa sola.
Fase
Cosa produce
Maturità oggi
Immagini
Ambientazioni, varianti di prodotto, illustrazioni
Alta
Video
Clip brevi da immagini o da testo
Media
Voce
Speaker, doppiaggi, versioni in più lingue
Alta
Avatar
Presentatori digitali che parlano
Media
Montaggio
Sottotitoli, tagli, formati per i social
Alta
La qualità finale dipende dall'anello più debole. Un'immagine perfetta animata male resta un video mediocre.
Le immagini di prodotto e le ambientazioni sono il caso più maturo. Partendo da una buona fotografia del prodotto si ottengono in poche ore decine di contesti diversi: l'arredo in un soggiorno, il macchinario in un capannone, la confezione su uno scaffale. Per un catalogo digitale o per i social, il risparmio rispetto a un servizio fotografico tradizionale è enorme.
Le voci hanno raggiunto una qualità sorprendente. Una presentazione aziendale può avere la stessa voce in italiano, inglese e tedesco, con intonazione naturale. Per video tutorial e formazione interna è già uno standard.
Il montaggio assistito, infine, toglie ore di lavoro meccanico: sottotitoli automatici, versioni verticali per i social, tagli delle pause.
Qui serve onestà. Ci sono strumenti video molto pubblicizzati che, nella mia esperienza, restano sistematicamente lontani da ciò che si desidera. Non per pigrizia di chi li usa: per limiti reali.
Per questo, nei progetti, lascio all'AI ciò che sa fare e intervengo con strumenti tradizionali dove serve precisione. Il risultato migliore nasce quasi sempre dall'ibrido.
C'è un aspetto che molte aziende sottovalutano: le immagini generate non sono una zona franca. Prima di pubblicare conviene porsi alcune domande precise.
Un avatar che parla con il volto di un dipendente, per esempio, richiede un accordo chiaro su uso, durata e revoca. Non è burocrazia: è rispetto per le persone e tutela per l'azienda.
Il consiglio è partire da un formato che si produce spesso e che oggi costa molto: le schede prodotto, i post settimanali, i video tutorial. Si costruisce la catena su quel formato, si definisce uno stile riconoscibile e lo si ripete.
Quando il processo è rodato, la produzione cambia scala. Non perché l'AI faccia tutto da sola, ma perché chi sa guidarla produce in un giorno ciò che prima richiedeva una settimana.
Per molti contenuti digitali sì. Per foto di prodotto tecniche, ritratti e servizi che richiedono fedeltà assoluta al reale, il fotografo resta la scelta migliore, spesso affiancato dall'AI per le varianti.
Gli abbonamenti agli strumenti costano poco. Il costo vero è il tempo di chi progetta, genera, seleziona e monta: è lì che si gioca la qualità.
Sì per formazione, tutorial e contenuti multilingua. Per messaggi istituzionali importanti la presenza di una persona reale resta più credibile.
Se vuole capire quali contenuti della Sua azienda si possono produrre con l'AI, trova l'approccio nella pagina Intelligenza artificiale. Per parlarne, mi scriva dalla pagina Contatti.
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Marco Barbera, digital strategist. Si occupa di strategia digitale, web marketing e intelligenza artificiale applicata al business. Chi sono